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Riduciamo la plastica - facciamolo insieme


Mi rivolgo un po’ a tutti coloro che hanno aderito o anche semplicemente sono simpatizzanti dei gruppi di acquisto solidale (G.A.S.) e similari.

Adoro la scelta sociale dei GAS: gruppi di famiglie/consumatori che fanno la spesa insieme dai produttori locali, spronando il chilometro zero, l’origine controllata e nota dei prodotti, la “naturalità” degli stessi, la produzione con metodi naturali, il rispetto dell’ambiente.

Da sempre per scelta personale e ora familiare, ho avuto profonda attenzione all’ambiente, al lato ecologico del sistema e mi chiedo, vi chiedo la possibilità di ragionare in merito ad una attività di commercio on-line che sto seguendo da tempo.

Attraverso il commercio online, acquisto prodotti detergenti a base naturale, a ridotto impatto ambientale e super-concentrati.

Se pensate che prodotti come:

  • Detergente Multiuso ha concentrazione 1:9 (con un litro di prodotto concentrato realizzo 10 litri di prodotto pronto uso);
  • Detergente Piatti ha concentrazione 1:3 (con un litro di prodotto concentrato realizzo 4 litri di prodotto pronto uso);
  • Detergente Vetri ha concentrazione 1:3 (con mezzo litro di prodotto concentrato realizzo 2 litri di prodotto pronto uso);
  • Detergente per il bagno ha concentrazione 1:3 (con mezzo litro di prodotto concentrato realizzo 2 litri di prodotto pronto uso);
  • Detergente per la Cucina ha concentrazione 1:3 (con mezzo litro di prodotto concentrato realizzo 2 litri di prodotto pronto uso);

Quanti flaconi in meno eviteremmo di fare produrre, fare trasportare e immettere nell’ambiente come rifiuto, adottando questo progetto?

E se accanto ai detergenti, si associasse un sistema di trattamento per l’acqua (da bere e per cucinare), riducendo l’impatto ambientale di circa 3.300 bottiglie di plastica a famiglia, sarebbe un progetto da prendere in considerazione?

E cosa succederebbe se questo progetto, o meglio questo stile di vita venisse adottato dalle varie comunità?

Se tu e il tuo GAS aderissi a tale progetto, potresti dare una mano nella riduzione della plastica, utilizzando un. prodotto NATURALE e di ALTA QUALITA’.

E se avessi anche la possibilità di guadagnare e far guadagnare attraverso l’acquisto di questi prodotti per te e la tua comunità?

Non sarebbe una cosa interessante?

Mi piacerebbe permetterVi di approfondire il progetto e adattarlo alle vostre esigenze.

Rimango a disposizione per un appuntamento

Daniele La Terra

daniele.ltp@gmail.com

3382967822


Re: Riduciamo la plastica - facciamolo insieme


I progetti ecologici funzionano, ma se si fanno in comunità rendono di più!

Eh si alla fine ieri sera siamo riusciti ad organizzare un incontro con tutta una comunità parrocchiale.

E’ stato piacevole incontrare un bel gruppo di famiglie che hanno piacevolmente accolto l’idea di aderire ad una scelta ECOLOGICA attraverso un cambiamento delle modalità di acquisto.

Abbiamo verificato che la gente apprezza il fatto di avere dei prodotti concentrati che possono permettere di risparmiare spazio in casa, ma sopratutto permettono di ridurre l’utilizzo della plastica.

Abbiamo anche riscontrato, il parere positivo della spedizione diretta a casa, di quei prodotti che notoriamente sono “pesanti” e che pertanto attraverso la consegna diretta a domicilio non devono “sopportare” il peso nel carrello al supermercato, le buste pesanti da salire in casa.

Particolare riscontro infine ha avuto l’eSpring, il nostro sistema di trattamento acqua da bere e per cucinare, sia per le ridotte dimensioni, che per la facilità di montaggio (non serve il tecnico), che ancora per il fatto che non si perde acqua, in quanto a differenza dei sistemi ad osmosi, l’eSpring depura tutta l’acqua senza fare una cernita tra acqua buona e acqua cattiva.

A maggior ragione quando abbiamo presentato l’ECOBONUS dello Stato che permette di acquistare il sistema di trattamento acqua al 50%.

L’incontro poteva anche chiudersi li, con la registrazione delle comunità al nostro portale di commercio online.

La ciliegina sulla torta è stata la nostra proposta di guadagno che era inclusa (ovviamente!) nella presentazione: quando hanno capito che attraverso l’acquisto di questi prodotti era possibile ricevere un bonus diretto su conto corrente il 15 del mese successivo, l’intera comunità non ha avuto più dubbi!

I progetti ecologici funzionano, ma se si fanno in comunità rendono di più!


Re: Riduciamo la plastica - facciamolo insieme


“Economia collaborativa” e consumo critico

Alla fine l’abbiamo definita economia collaborativa.

Eh si l’abbiamo definita proprio così, e proprio per andare in palese contrasto con una economia capitalistica, fatta da pochi e in mano a pochi.

L’intento del progetto non è quello dell’arricchirsi, ma di migliorare lo status di tutti. Che senso ha se io sto bene non ho problemi economici ma sono attorniato da una comunità che soffre e stenta per arrivare a fine mese?

Non cambierebbe un po’ tutto se tutti insieme ci muoviamo in una direzione e collaborando raggiungiamo gli stessi obiettivi e risultati?

Una economia collaborativa è una economia sociale dove si guarda al benessere della comunità e non del singolo.

Come raggiungere questo obiettivo? Sinceramente non lo so. So quello che stiamo vivendo.

So che abbiamo modificato le nostre abitudini di acquisto;

So che acquistiamo prodotti di largo consumo ad un prezzo inferiore rispetto alla G.D.O.;

So che i prodotti che acquistiamo sono a base naturale, il che significa meno inquinamento, me intossicazione ambientale e personale, miglioramento della qualità della vita.

So che i prodotti che acquistiamo riducono l’impatto ambientale: meno rifiuti di plastica; detergenti che arrivano negli scarichi e non intasano (vedi i classici detergenti lavatrice);

So che acquistando i prodotti con il nostro sistema possiamo anche generare un reddito: un reddito utile per le nostre famiglie, i nostri progetti, le nostre associazioni, le nostre comunità;

E so che se questa azione la facciamo insieme, arriviamo insieme e più velocemente a certe remunerazioni che possono aiutare persone e famiglie in difficoltà a portare avanti la baracca;

So che se le associazioni, coinvolgessero le associazioni, che a loro volta coinvolgessero le comunità, creeremmo un volume di acquisti così grande da AIUTARE veramente le nostre comunità, senza alcun investimento, semplicemente cambiando il nostro modo di approcciarci agli acquisti.

So anche che queste remunerazioni, in una economia tradizionale, un operatore dalla GDO, non me le avrebbe mai date, per “lasciarmi contento”;

So che il costo che avrei pagato, sarebbe andato ai grandi colossi e mai e poi mai avrebbe contribuito o comunque sarebbe stato redistribuito tra gli acquirenti…figuriamoci!

So che attraverso il nostro progetto possiamo trattenere i margini della GDO e riutilizzarli nelle nostre comunità.

Questo lo stiamo vivendo, questo è un cambiamento, un cambiamento sociale.

Questo volevo condividerlo

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